Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un documento che riporta l’elenco degli strumenti compensativi e dispensativi adottati nelle diverse discipline scolastiche, oltre alle modalità di verifica e di valutazione a cui gli insegnanti si devono attenere.

La stesura del PDP è un atto dovuto per gli alunni con diagnosi di DSA. Viene redatto all’INIZIO DI OGNI ANNO scolastico, entro i PRIMI DUE MESI per gli studenti già segnalati, dal team dei docenti.

L’iter da seguire per redigere questo documento prevede:

1. Deposito della diagnosi in segreteria, protocollo ed archiviazione nel fascicolo personale dell’alunno;
2. Acquisizione della diagnosi da parte dei docenti e incontro con la famiglia e il referente DSA (o il Dirigente Scolastico) per raccogliere informazioni e ipotizzare le soluzioni più funzionali al caso specifico;
3. Stesura del documento.

Il PDP, reperibile nel sito del Comprensivo, deve contenere ALMENO i seguenti punti:

1. Dati anagrafici dell’alunno;
2. Tipologia del disturbo;
3. Attività didattica individualizzate;
4. Attività didattiche personalizzate;
5. Strumenti compensativi utilizzati;
6. Misure dispensative adottate;
7. Forme di verifica e valutazione personalizzate.

Redatto il PDP, lo stesso dovrà essere sottoscritto dalla famiglia che ne tratterrà una copia. La famiglia potrà decidere di non rendere note le difficoltà del figlio alla classe o potrà rifiutare l’adozione del PDP, ma in questo caso dovrà presentare una dichiarazione scritta di tale rifiuto, per assumersi la responsabilità di un eventuale insuccesso formativo del figlio.

Il PDP, come abbiamo visto, è custodito nel fascicolo personale dell’alunno e diventa il documento di riferimento per gli anni successivi fino all’Esame di Stato. È comunque possibile apportare delle modifiche in itinere qualora ce ne fosse la necessità.

Si ricorda che la diagnosi di DSA rientra nei dati sensibili secondo la normativa sulla privacy, quindi, senza l’autorizzazione della famiglia, questa condizione NON PUÒ ESSERE RESA NOTA, a meno che non sia lo stesso alunno a farlo. È cosa importante informare della situazione tutti i docenti del Consiglio di Classe, affinché si comportino in maniera adeguata rispettando l’obbligo della riservatezza e della privacy.