I Disturbi Specifici dell’Apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi neurobiologici, che riguardano solo specifiche aree di apprendimento (lettura, scrittura e calcolo) senza compromettere l’intelligenza generale. Questi disturbi tendono ad essere presenti contemporaneamente nello studente e a persistere nel tempo.

I DSA sono classificati in relazione alla funzione deficitaria.

Quelli riconosciuti sono: la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.

Indipendentemente dalla funzione compromessa, i disturbi specifici presentano tratti comuni:

  1. Carattere evolutivo;
  2. La diversa espressività del disturbo nelle diverse fasi evolutive dell’abilità in questione;
  3. La costante associazione ad altri disturbi;
  4. Il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA;
  5. Impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e/o per le attività di vita quotidiana.

Scuola dell’infanzia

Già nella scuola dell’infanzia, ci possono essere segnali che possono far pensare ad una ipotesi di evoluzione di DSA. Non si può parlare ancora di Disturbo Specifico, ma è possibile individuare alcuni segni indicatori di successive difficoltà di apprendimento.

Sintomi precoci

  1. Ritardo nel linguaggio
  2. Confusione delle parole che hanno una pronuncia simile
  3. Difficoltà di espressione
  4. Difficoltà di identificare le lettere
  5. Difficoltà a identificare i suoni associati alle lettere
  6. Familiarità per quanto concerne problemi di lettura e scrittura

Nelle Linee Guida 12/07/2011 si precisa che per individuare un alunno con un potenziale DSA può bastare, almeno in una prima fase, l’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento (lettura, scrittura, calcolo, ecc.).

Nelle indicazioni elaborate dalla Consencus Conference si precisa che gli SCREENING andrebbero condotti all’inizio dell’ULTIMO ANNO della scuola dell’infanzia con la consulenza di professionisti della salute. Sulla base degli esiti rilevati si procede con attività didattiche mirate (POTENZIAMENTO). Qualora si registrasse una permanenza si tali difficoltà è opportuna una segnalazione hai servizi.

Nelle Linee Guida 12/07/2011 si precisa che per individuare un alunno con un potenziale DSA può bastare, almeno in una prima fase, l’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento (lettura, scrittura, calcolo, ecc.).

Nelle indicazioni elaborate dalla Consencus Conference si precisa che gli SCREENING andrebbero condotti all’inizio dell’ULTIMO ANNO della scuola dell’infanzia con la consulenza di professionisti della salute. Sulla base degli esiti rilevati si procede con attività didattiche mirate (POTENZIAMENTO). Qualora si registrasse una permanenza si tali difficoltà è opportuna una segnalazione hai servizi.

Scuola primaria

Alla scuola primaria è opportuno che i docenti realizzino delle osservazioni sistematiche e periodiche delle competenze di lettura, scrittura e calcolo finalizzate alla realizzazione di attività di potenziamento. Al termine del primo anno devono essere segnalati ai genitori i bambini che presentano una o più di queste caratteristiche:

  1. Difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema-grafema
  2. Mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura
  3. Eccessiva lentezza nella lettura e nella scrittura
  4. Incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo
  5. Mancato riconoscimento di piccole quantità
  6. Difficoltà nella scrittura di numeri entro il dieci
  7. Difficoltà nel calcolo orale entro la decina anche con supporto concreto

DSA presentano un’elevata variabilità clinica, in altre parole non esistono studenti con la stessa identica forma di disturbo specifico dell’apprendimento.

DSA non ancora riconosciuti

Sono stati individuati altri DSA, ma non tutti gli studiosi sono concordi nel loro riconoscimento.

Di seguito proponiamo un breve accenno.

  • Il disturbo di comprensione del testo, che consiste in una difficoltà a cogliere in modo adeguato il significato di un brano scritto, imputabile non a una lettura stentata, ma ai processi di alto livello.
  • Il disturbo di espressione scritta, caratterizzato da difficoltà a produrre un testo coerente, lessicalmente appropriato, sintatticamente e ortograficamente corretto.
  • Il disturbo di soluzione dei problemi matematici, contrassegnato da difficoltà nella soluzione dei problemi matematici.
  • Il disturbo non-verbale dell’apprendimento (NLD o DANV), contraddistinto da carenze specifiche in compiti di natura non-verbale, soprattutto visuo-spaziali, associate a prestazioni sufficienti in compiti verbali.