Quando viene effettuata la diagnosi di DSA?

Per effettuare una diagnosi accurata bisogna aspettare che il bambino arrivi al terzo anno di scuola primaria, ossia quando termina il normale processo d’insegnamento delle abilità di lettura, di scrittura (fine seconda primaria) e di calcolo (terza primaria).

Il processo diagnostico prevede che vengano rilevati innanzitutto i criteri di inclusione alla prima ipotesi diagnostica, poi ulteriormente approfondita con valutazioni di qualifica funzionale del disturbo.

IL PRINCIPALE CRITERIO per stabilire la diagnosi di DSA è quello della DISCREPANZA, cioè uno scarto significativo tra le abilità intellettive (Quoziente Intellettivo nella norma) e le abilità nella scrittura, lettura e calcolo (deficitarie).

Le direttive diagnostiche stabiliscono che per procedere alla diagnosi di un DSA debbano essere soddisfatti cinque criteri:
1. gravità: le abilità scolastiche devono essere compromesse in misura significativa e non regredire in seguito ad un aumento dell’aiuto offerto a casa o a scuola;
2. specificità: la compromissione non deve essere attribuibile a un ritardo mentale; il livello di apprendimento deve essere inferiore a quello atteso per l’età mentale;
3. precocità della comparsa: il disturbo deve manifestarsi sin dai primi anni di scolarizzazione e non in periodi successivi;
4. assenza di fattori esterni quali importanti irregolarità nella frequenza scolastica o istruzione «grossolanamente inadeguata»;
5. assenza di deficit sensoriali che possano essere direttamente connessi alle difficoltà.

Le diagnosi sono accettate dalla scuola se:
1. Riportano in modo chiaro la dicitura di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, oppure i relativi codici ICD 10 (F81.0, F81.1, F81.2, F81.3).
2. Sono state rilasciate dalle Ulss o dai centri accreditati dalle Regioni.

N.B. Sono considerate valide le diagnosi antecedenti alla L.170/2010 che hanno la dicitura: “Disturbo specifico dell’apprendimento” (anche se rilasciate da enti privati non accreditati).